p 361 .


INTRODUZIONE.


Il  periodo che va dal 1870 allo scoppio della guerra si apre con  una
recessione   economica  di  portata  mondiale;   nota   come   "grande
depressione" e originata da una crisi di sovrapproduzione, ossia da un
eccesso nell'offerta di prodotti rispetto alla domanda, i suoi effetti
pi  eclatanti sono la caduta dei prezzi e la riduzione dei  profitti.
Il  fenomeno colpisce tutto il mondo capitalistico e si protrae  quasi
sino   alla   fine  del  secolo,  ma  non  arresta  il   processo   di
industrializzazione;  anzi, esso rappresenta  piuttosto  una  fase  di
adattamento  del  mercato agli albori di una nuova  e  potente  ondata
espansiva: la "seconda rivoluzione industriale". Questa, che ha il suo
motore principale nell'integrazione tra scienza, tecnologia e attivit
produttive,  interessa aree sempre pi vaste e trasforma le  strutture
stesse del sistema capitalistico a livello mondiale. Nei singoli stati
si  afferma  il  capitale  finanziario e si verificano  concentrazioni
oligopolistiche.   Le   relazioni   economiche   internazionali,   che
interessano  un  crescente  numero di paesi industrializzati,  vengono
regolate   da   politiche   commerciali  protezionistiche   e   vedono
l'Inghilterra farsi raggiungere dalla Germania e superare dagli  Stati
Uniti.

     L'esigenza  di  trovare nuove riserve di materie  prime  e  nuovi
sbocchi  per  una produzione in costante crescita, cui  si  unisce  la
volont  di  dar  prova di grandezza politica e  militare,  spinge  le
maggiori  potenze  ad intensificare le conquiste in  Africa,  in  Asia
meridionale e in Oceania, che alla vigilia della prima guerra mondiale
finiscono  per  essere  quasi  completamente  sottoposte  al   dominio
coloniale.  Contemporaneamente l'America latina subisce  la  crescente
influenza  economica e politica degli Stati Uniti. Vengono cos  poste
le  basi  di  quello  che  sar  uno  degli  aspetti  tipici  dell'et
contemporanea, la divisione del pianeta in paesi dominanti e  avanzati
e  paesi  dominati e arretrati, mentre la spartizione dei  secondi  da
parte  dei primi, inizialmente pi o meno concordata, suscita tensioni
e conflitti, minacciando la stabilit delle relazioni internazionali.
     
     La   societ   della  seconda  rivoluzione  industriale   risulta
profondamente trasformata. Alla crescita demografica, determinata  dal
generale  miglioramento  delle condizioni  di  vita,  si  accompagnano
mutamenti nei rapporti tra le classi sociali e nella loro composizione
interna. La borghesia diventa complessa e fluida per la formazione  di
un  ampio  e  composito  ceto  medio.  Il  proletariato  si  distingue
soprattutto  per  la  rilevante crescita numerica  e,  nei  paesi  pi
avanzati, per l'emergere di nuclei di operai qualificati rispetto alla
massa  dei  lavoratori non specializzati. Pi dinamici  ed  articolati
appaiono  anche i rapporti politici. Lo sviluppo dei sindacati  e  dei
partiti  socialisti  si  collega con la tendenza  all'abbandono  della
prospettiva  rivoluzionaria a favore di un orientamento riformista.  I
cattolici  intensificano il loro impegno sociale e iniziano anche  una
pi attiva partecipazione politica, schierandosi generalmente a fianco
della  borghesia  moderata. In numerosi stati  europei  si  diffondono
movimenti  nazionalisti  antidemocratici, bellicisti,  imperialisti  e
quasi   sempre   razzisti.  Nel  frattempo  la   ricerca   scientifica
ridimensiona  l'ottimistica fiducia nelle possibilit di conoscenza  e
di  progresso  tipica della cultura positivista, che entra  in  crisi,
lasciando  il  posto  a  nuove  correnti culturali,  accomunate  dalla
convinzione  che  non  sia possibile cogliere l'essenza  della  realt
attraverso la scienza e la ragione.
     
     In  Europa, mentre l'Inghilterra si conferma come lo stato con il
regime  liberale  pi avanzato, cresce la potenza della  Germania  del
Bismarck, il quale
     
     p 362 .
     
     con   un'intensa   attivit  diplomatica   cerca   di   mantenere
l'equilibrio  tra  i vari paesi e di isolare la Francia.  L'ascesa  al
trono  del secondo Reich di Guglielmo secondo, fautore di una politica
estera  pi  aggressiva,  causa un rapido  mutamento  delle  relazioni
internazionali:  si  formano schieramenti contrapposti  e  inizia  una
conflittualit che prelude alla prima guerra mondiale.
     
     Sul  continente  americano frattanto, gli Stati Uniti,  ormai  in
procinto   di   diventare   la  prima  potenza   mondiale,   estendono
progressivamente la loro influenza economica e politica.  In  Asia  si
afferma  il Giappone, protagonista di un rapido decollo industriale  e
di  una  politica  espansionistica ai danni  di  una  Cina  fortemente
indebolita dalle lacerazioni interne e dalla penetrazione occidentale.
     
     L'Italia  inizia  il suo cammino verso il progresso  economico  e
sociale attraverso tensioni e squilibri destinati a diventare cronici.
I  primi  passi  sono compiuti dalla Sinistra, che non riesce  per  a
realizzare se non parzialmente l'ambizioso programma con il  quale  si
sostituisce  alla  Destra. Il secolo si chiude  con  un  tentativo  di
svolta  autoritaria,  sventato il quale comincia un  periodo  dominato
dalla figura di Giovanni Giolitti e caratterizzato da un'accelerazione
dello  sviluppo industriale e da un generale rinnovamento  della  vita
politica e sociale.
